Vita su LHI

Dal momento in cui atterri con quel piccolo aeroplano della Qantas, capisci di essere arrivato in un posto diverso. L’aeroporto è composto da una sola pista la quale taglia l’isola da costa a costa. Non ci sono gates, aree per il ritiro dei bagagli, dogane, duty free o McDonalds… ma c’è sempre qualcuno ad accoglierti: se sei un turista, qualche staff della tua accomodation; se sei venuto a lavorare, il tuo datore di lavoro e se hai la fortuna di essere un local, è molto probabile che metà dell’isola sia venuta a darti il “bentornato”. Niente autobus, taxi o tuk tuk.

Prima di proseguire alla scoperta di questo piccolo paradiso, pero’, puoi fermarti a conoscere Grace, una simpatica signora che gestisce il chiosco dell’aeroporto; ha origini italiane ed è sempre entusiasta di parlare la nostra lingua. È un ottimo modo per iniziare a conoscere le persone del posto.

Se è la prima volta che visiti l’isola (spesso anche se non lo è) di sicuro ti verrà offerto un giro in macchina per dare un’occhiata alle principali attrazioni del posto ed iniziare ad orientarti. Sull’isola troverai tanto materiale informativo (al Museo, al Joy’s Shop o da Thomson), intanto puoi dare un’occhiata a questa mappa:

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mappa di LHI e dei servizi, appesa alla parete dell’Environmental Tours

Se ti torvi su LHI in vacanza, purtroppo, è molto probabile che tu non abbia un lasso di tempo lungo per visitarla (gli Europei hanno una permanenza media sull’isola di 3 giorni) e quindi ti starai probabilmente ponendo la domanda: “quali sono le cose da fare/vedere assolutamente?”. Voglio rispondere a questa domanda subito, di modo da darti un primo, veloce, scorcio sulle possibilità che l’isola offre. Indipendentemente dalla lunghezza della tua visita, ecco la lista delle cose imperdibili su LHI:

  • Dare da mangiare ai pesci a Neds Beach (ti serviranno monete da 1$aud): recati alla spiaggia, pedala/cammina fino al capanno che trovi alla fine della spiaggia, inserisci una moneta nel dispenser e usa il mangime per sfamare le centinaia di pesci che popolano la costa. NON dare mangime diverso da quello del dispenser. Occasionalmente, a seconda del periodo dell’anno, potrai vedere alcuni Galapagos Sharks nuotare a riva e sfamarsi del mangime che butti agli altri pesci. Non ti spaventare, sono innocui.

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    pesci a Neds Beach
  • Snorkeling a Neds Beach: Già che ci sei, dopo aver finito di sfamare i pesci vedendoli saltare a pelo d’acqua, puoi tornare al capanno e approfittare dell’honesty system per il noleggio delle attrezzature. Ebbene si, non c’è nessuno a controllare, qui si fidano dell’onestà delle persone. Ti basterà firmare il libro per il noleggio, inserire i soldi nella cassetta e prendere l’attrezzatura che ti serve. Maschera, boccaglio, pinne e, per i più freddolosi, muta e sarai pronto ad immergerti nella barriera corallina che trovi proprio li di fronte. Guarda dal capanno in direzione mare, vedrai una zona più scura divisa a metà da una striscia più chiara. La parte scura è, ovviamente, la barriera corallina (esattamente, è proprio li a tre bracciate dalla riva) e quindi il consiglio migliore è di nuotare nel taglio che c’è e goderti pesci colorati , squali e coralli alla tua sinistra e destra. Semplice ed indimenticabile.

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    barriera corallina a Neds Beach
  • Nuotare con una Green Turtle: ci sono diversi tours che ti portano a fare snorkeling nei punti preferiti da queste tartarughe marine giganti, o anche solo a vederle su di una barca dal fondo trasparente. Io ti consiglio di provarli (anche solo per favorire l’economia locale) ma di non farti mancare l’esperienza di vederle a riva, nuotare con loro o semplicemente camminarci vicino dove l’acqua è profonda poco più di mezzo metro. Recati a Old Settlement Beach il pomeriggio (per l’orario esatto ti toccherà chiedere a qualcuno del posto, dipende dalle maree. Per esperienza tra Settembre e Gennaio è dalle 16:00 alle 19:00, da Gennaio a Maggio è dalle 14:00 alle 17:00, in inverno dipende fortemente dalla temperatura dell’acqua.) e percorri tutto il lungo mare (la spiaggia non è lunghissima), meglio se coi piedi in acqua ad un mettro dalla riva, di modo da avere più visibilità. Se fai attenzione quà e là vedrai le piccole teste delle tartarughe spuntare a fior d’acqua per respirare. Avviciniati, fotografale e nuotaci assieme, è un’esperienza unica. Se sei abbastanza fortunato potrai vederle dove l’acqua è molto bassa, apparentemente ferme, intente a grattarsi la pancia sulla sabbia. Questo è il momento in cui si fanno avvicinare di più

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    tartaruga ad Old Settlement
  • Scalare il Monte Gower o il Goathouse Track: te lo chiederà chiunque sull’isola se ti inoltrerai in una conversazione per più di cinque minuti: “have you already done the Gower?”. Io ti consiglio di farlo. La scalata è impegnativa, ma non proibitiva, i gruppi con cui l’ho fatta io erano composti da ragazzini, signori anziani e adulti non proprio “in forma”. Immagino dipenda più dalla voglia che hai, o meno, di farlo; il premio è una visuale dell’isola dal suo punto più alto… da togliere il fiato. Per fare la scalata avrai bisogno di una guida (solo i locali possono innoltrarsi sul sentiero da soli), una giornata libera (dura dalle 8:00 alle 17:00), scarpe comode, almeno due litri di acqua (durante la magior parte dell’anno vi è un ruscello a metà percorso con acqua fresca, potabile, per poter riempire le tue borracce), un pranzo e, assolutamente, una macchina fotografica. Io consiglio Envornmental Tours (posizionato sulla Laguna), Oka è una guida incredibile, molto esperto della montagna, ricco di informazioni sulla flora e la fauna e, soprattutto, accomodante sul passo da tenere per permettere a tutti nel gruppo di raggiungere la cima. Se l’idea di una giornata intera ti spaventa, per limiti di tempo o di voglia, in alternativa ti consiglio il Goathouse Track. Vi si accede andando a sinistra dall’ultimo bivio sulla strada per andare al Monte, ed è un sentiero che non ti prenderà più di tre ore ad andare e tornare. La vista è comunque bellissima e ti permetterà di fare foto aeree simili a quelle del Gower, con meno fatica. Una volta arrivato al taglio nella roccia (la Goathouse, appunto) non dimenticarti di fare giusto dieci passi in più seguendo un piccolo sentierino, non segnalato, che costeggia la montagna. La ricompensa sarà una vista unica su Balls Pyramid!

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    vista dal Mt Gower
  • Paddle board/Kayak fino a Rabbit Island: l’avrai sicuramente vista se ti sei già recato a Lagoon Beach, la spiaggia ritenuta il centro dell’isola (e quindi la piu’ “affollata”); Rabbit Island è quella piccola isola inabitata situata di fronte alla laguna ed è raggiungibile abbastanza semplicemente tramite paddle board o kayak. Personalmente ti consiglio la paddle board per provare una vera ed autentica esperienza australiana, loro la adorano. Se le tavole non fanno per te, puoi comunque utilizzare un kayak, decisamente più semplice. Recati ad una qualsiasi delle shed poste sulla Laguna e noleggia quello che preferisci. Sono tutti molto rilassati ed accomodanti e, se dovesse essere la tua prima volta su una paddle board, ti mostreranno di sicuro come utilizzarla. Una volta arrivato sull’isolotto assicurati di mettere kayak/board abbastanza in alto rispetto alla riva, le maree cambiano velocemente. Segui il sentiero fino alla cima e goditi la vista!
  • Visitare la zona Nord dell’isola: vi si accede da due passeggiate, la prima ha l’ingresso posto poco prima di Neds Beach, l’altra appena prima di Old Settlement Beach. Da Neds Beach passerai attraverso Malabar e Kims Lookout, per poi arrivare al bivio dove i sentieri si incontrano e portano alla stupenda North Beach; da Old Settlement arriverai direttamente al bivio facendo un tragitto più corto e potrai quindi scegliere se andare a destra verso Malabar o dritto verso North Beach. La destinazione imperdibile è North Beach, dalla quale poi potrai accedere al Mount Eliza (aperto solo sei mesi l’anno, da Marzo a Agosto, dato che una specie protetta di uccelli usa la montagna come nido) e ad Old Gulch, l’unica spiaggia dell’isola non sabbiosa ma composta da rocce giganti, laviche, rotonde. Visitando quest’ultima durante la bassa marea, inoltrati sulle roccie che trovi alla destra della spiaggia e prosegui costeggiando la collina e svoltando poi a destra: sarai arrivato alle Herring Pools, piccoli bacini di acqua lasciati dalla marea, ottimi per pescare o da utilizzare come piscine private.

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    vista da Malabar
  • Tramonto a Lovers Bay e BBQ (o Barbie): controlla a che ora tramonta il sole e recati un’oretta prima a Lovers Bay munito del necessario per un BBQ anche chiamato Barbie dagli Australiani (yeah mate). La maggior parte delle accomodation ti forniranno tutto il necessario, la legna la troverai posta gratuitamente (!) proprio sotto uno dei tanti BBQ gratuiti (!!) fronte mare; ti basterà rifornirti di carne o pesce e pane. Io consiglio Greenback che vende BBQ packs a 20$aud a persona. Cena presto in pieno stile australiano (alle 18 circa) e goditi uno dei tramonti più belli mai visti. Se il BBQ di Lovers Bay dovesse essere occupato non ti preoccupare, ce ne sono molti altri proseguendo o tornando verso la Laguna, qualsiasi posto nella zona sud (vicino alle montagne) e sulla costa della Laguna ti darà una visuale perfetta sul tramonto. 

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    tramonto su Rabbit Island
  • Alba a Blinky Beach: c’è poco da dire, se sei mattiniero (in estate l’Alba è intorno alle 5.30) e hai voglia di pedalare fino a Blinky Beach, sarai sicuramente ricompensato. 

Se depennerai queste attività dalla tua lista delle cose da fare sull’isola, potrai lasciarla sentendoti pienamente soddisfatto.

Ma l’isola è molto di più. È una comunità ristretta di persone che genuinamente apprezza la fortuna che ha nel vivere qui. Non fraintendiamoci, i “cattivi” ci sono ovunque; solo che qui tendono ad isolarsi molto o a nascondersi bene. Il risultato, comunque, è un ambiente incredibilmente sereno nel quale vivere… quindi eccoti un’altra lista, questa volta delle cose che porterai con te se mai avrai la fortuna di vivere per un po’ in questo paradiso:

  • Salutare tutti, sempre: ebbene si, qui tutti si salutano. Potrebbe sembrare poco pratico ma tieni conto che l’isola non è poi cosi’ affollata; ma mentre sei qui hai la netta sensazione di fare parte di qualcosa di unico e che, anche se non lo conosci, lo stai condividendo proprio con quel passante che cammina sorridente e ti saluta. Sfodera un “hey mate” (pronunciato rigorosamente: “eei mmeit”) e ricambia il saluto… è un altro mondo.
  • Arrivare in bicicletta, ovunque: dopo averlo provato, le distanze delle città, il traffico e le corse contro le lancette ti sembreranno ricordi lontani. Preparati, pero’, per la famosa salita del Joys… se riesci a farla senza scendere a spingere la bici sei un eroe.
  • Non chiudere a chiave niente: non ci sono furti. Lo ripeto perchè so che una parte di te sta pensando “si vabbè, ma almeno un furtarello negli ultimi dieci anni…” no: non ci sono furti! Lascia pure il portafoglio sul tavolo del BBQ fronte Laguna (purtroppo ammetto di parlare per esperienza) e vedrai quanto tempo passerà prima di trovare un annuncio sulla bacheca principale (situata sulle mura del palazzo che ospita il cinema) con scritto “Found wallet”. Le macchine hanno le chiavi inserite, le case non hanno serrature, e di sicuro non ti daranno un lucchetto quando affitterai la bici.
  • Aspettare la nave per i cibo: il cibo fresco, purtroppo, è un miraggio ed il Joys Shop (unico market dell’isola) è molto caro. Woolworth Online ti offre la possibiltà di ordinare la spesa a domicilio; unico inconveniente: la nave che porta il cibo attracca ogni due domeniche. Ti tocca ordinare entro il sabato precedente l’arrivo della nave e tenere contro delle tasse per il trasporto (sono volumetriche ma per una spesa per due persone sono intorno ai 180$aud), quindi programma una spesa consistente. La consegna a domicilio da parte degli isolani che lavorano e scaricano la nave, rende il tutto una sfida!
  • Dimenticarti cosa sia uno smartphone: esatto! Quell’aggeggio che stai tenendo in mano anche ora e senza il quale, ormai, la tua vita sembra nuda, sull’isola è completamente inutile. Non c’è ricezione telefonica, né internet. Alcune accomodation forniscono una connessione satellitare costosa e molto lenta. L’unica altra soluzione per connettersi col mondo esterno è il Museo. Possiede l’unica connessione satellitare decente, ma non la condivide gratuitamente! Al momento non ricordo tutti i prezzi richiesti, ma tieni conto che si paga per un limite di data (non di tempo) e che il pacchetto più grosso acquistabile e’ di 500mb per 55$aud. Ben presto ti dimenticherai cosa sia Facebook…
  • Andare al lavoro con la sacca per lo snorkeling: perchè appena hai finito di guadagnarti la pagnotta vuoi essere pronto per tuffarti tra i coralli!
  • Sentirsi parte della natura: è possibile anche per un cittadino ad hoc. Il volo dei white turn la mattina quando vai al lavoro, il canto dei mutton birds durante la sera (rinominati “pick me” dato che è quello che sembrano voler dire con lo strano suono che producono), le mangrovie che ti riparano dal forte vento, i colori unici del posto, il mare, le montagne… tutto è libero, sporadicamente intaccato dall’uomo ed incredibilmente a portata di mano.
  • Portare sempre con te una torcia: perchè? passa una notte fuori senza e lo capirai. Non c’è illuminazione e senza una torcia tornare a casa diventa impegnativo. Dopo qualche mese sull’isola, pero’, diventando più esperto delle poche strade percorribili spegnerai volontariamente la torcia per goderti uno spettacolo unico: un cielo stellato senza inquinamento di nessun tipo!
  • Vivere col sorriso: lo noterai tra i locali. È difficile da spiegare ma credo non sia altrettanto difficile da comprendere. Vivere in un posto simile finisce per strappare un sorriso ebete sul volto di chiunque, per un motivo o per l’altro. E cosi’ s’innesta quel circolo vizioso in cui vedi le persone attorno a te genuinamente “felici” e questo fa sentire più “felice” anche te di riflesso. Non che non si possano avere giornate no, o imprevisti, qui… solo che passano più in fretta.

Che tu abbia vissuto tre giorni o un anno su Lord Howe Island, una volta lasciata, saranno molte le cose delle quali sentirai la mancanza; l’unica certezza che ti rimane è la voglia di tornarci…

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5 pensieri su “Vita su LHI

  1. Sono di genova e mi piacerebbe trasferirmi in australia solo che npn parlo inglese ma mi piacerebbe lavorare in un posto cosi tu pensi che nell isola cerchino personale grazie mille per le tue informazioni hai un recapito dell isola o qualcunoo che ip possa contattare grazie

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    • Ciao Daniela,

      per prima cosa grazie per aver letto la Guida a LHI ed aver commentato. Per noi è molto importante avere feedback dai lettori.
      Per darti una risposta completa avrei bisogno di più informazioni. Avendo a disposizione quello che hai scritto posso per prima cosa sconsigliarti l’isola, almeno finché non avrai migliorato il tuo inglese. Come puoi leggere nella sezione “Lavoro” di questa guida, l’inglese è fondamentale, non avendo assolutamente altra maniera di comunicare. Non ti serve un alto livello, giusto il minimo indispensabile per vivere e lavorare.
      Il mio consiglio è di iniziare dalla “terraferma” australiana, dove c’è un più alto numero di immigrati ed un miscuglio linguistico davvero alto (vedi Sydney o Melbourne).
      Non conosco la tua età ma potresti rientrare nei parametri corretti per richiedere una Working Holiday Visa, che renderebbe la tua permanenza lavorativa molto semplice. Controlla la guida completa e gratuita sulla WHV che abbiamo scritto, andando a questo indirizzo: http://www.ruruinviaggio.com/guida-working-holiday-visa/
      per avere tutte le informazioni su come fare.

      Spero di esserti stato utile.
      Alex

      P.S: se ne hai la possibilità, cerca di frequentare un corso di inglese in Italia, o appena arrivata in Australia. Conoscere almeno un po’ la lingua ti aiuterà molto, anche solo ad integrarti 🙂

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  2. Ciao. Mi chiamo Laura, ho 40 anni, marito, figlio di 4 anni e parlo inglese. Ho già vissuto 4 anni a Sydney e mi piacerebbe tornare in Australia. Come potrei fare per vivere e lavorare sull’ isola

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  3. Ciao Laura,

    emigrare in Australia con un figlio, come avrai già notato nei tuoi anni lì, è leggermente più complesso. Io non ho esperienza diretta in merito non avendone ma mi è stato spiegato che una tecnica comune è quella di separarsi per un breve periodo (nell’ordine dei 6 mesi), uno dei due si sposta in Australia, mette in atto il discorso di sponsorizzazione e poi viene raggiunto dal resto della famiglia (che legalmente puo’ richiedere visti temporanei). Per l’isola ti darei in linea di massima lo stesso consiglio.

    Non so che professione tu svolga ma se hai vissuto 4 anni a Sydney di sicuro è appetibile abbastanza per ottenere uno Sponsor. Come scritto nella Guida, sull’isola, il ventaglio di professioni è limitato, ma conosco un paio di famiglie europee che sono riuscite a trasferirsi su Lord Howe.

    AGGIORNAMENTO ALLA GUIDA:
    Mi hai dato anche lo spunto per descrivere velocemente un argomento che non ho trattato, non avendo figli. Sull’isola crescere dei ragazzi è stupendo. Il sistema d’istruzione si ferma all’equivalente delle nostre medie, dopodiché lo stato del NSW PAGA di tasca propria il trasferimento alle Superiori del ragazzo e le spese di spostamento per uno dei due genitori. Non so i termini nel dettaglio ma in generale so che al minore vengono coperte spese di vitto e alloggio per tutti e cinque gli anni, ad uno dei due genitori viene offerto un pacchetto stile “expat” con dei benefit per il trasferimento.

    Le scuole sull’isola, inoltre, sono di alto livello. Verrebbe da pensare il contrario ma non è cosi. Ricevono lo stesso ammontare per quanto riguarda la sovvenzione agli istituti pubblici, di tutte le altre scuole del NSW. Solo che sono frequentate da un centesimo degli alunni, hanno molte meno spese e costi di gestione. Hanno, quindi, molte più possibilità di investire sull’istruzione: ho visitato le elementari per trovare il figlio di una collega, erano in conferenza via satellite con un delfinario americano e facevano una lezione sui delfini, appunto. Senza contare che i professori fanno a gomitate per farsi i dieci anni di mandato per insegnare sull’isola e questo significa filtri per la selezione alti, con conseguenti standard alti.

    Ovviamente, oltre all’educazione, i ragazzi godono di uno stile di vita unico, sano e sicuro. Non riesco davvero ad immaginarmi un luogo più sicuro per dei bambini, fra tutti quelli che ho visitato al mondo.

    Se vuoi qualche dettaglio in più chiedi pure, avendo più informazioni potrei essere più specifico.

    Alex

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